Navigando in internet veniamo subissati dalle pubblicità relative alla Legge 3/2012, sponsorizzata come panacea di tutti i mali, unica via percorribile per il debitore.
Ma è davvero così? O è l’ennesima illusione per il debitore?
Quando parliamo di legge 3/2012 e del Codice della Crisi D’Impresa e Dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) potremo per semplicità immaginarla, in parallelo a quanto avviene per le aziende, come legge per il fallimento delle persone fisiche
E’ necessario sottolineare che questa legge è stata fortemente voluta da banche e finanziarie per velocizzare il recupero del credito! Aderire alla Legge 3/2012 è infatti spogliarsi di tutto e consegnarlo ai creditori!
Cosa è importante sapere per non avere soprese con questa legge?
- I Costi della procedura sono elevati per la necessità di assistenza legale. L’accesso agli strumenti previsti dalla legge non è gratuito. Bisogna sostenere i costi per il compenso dell’OCC, le spese legali e quelle amministrative. Un ulteriore costo per chi si trova già in difficoltà economica.
- Se il debitore sceglie la Liquidazione Controllata del Sovraindebitato, dovrà mettere a disposizione tutti i suoi beni, compresa la casa di proprietà, per soddisfare i creditori.
- È necessario di dimostrare la sostenibilità del piano – Il Piano di Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore richiede che il debitore possa dimostrare di avere un reddito sufficiente per sostenere i pagamenti concordati.
- il nome del debitore viene segnalato nelle banche dati dei cattivi pagatori tramite il bollettino dei fallimenti del tribunale competente.
- In alcuni casi, il debitore che accede a queste procedure potrebbe avere restrizioni nella gestione di nuove attività economiche fino alla conclusione del piano di ristrutturazione o della liquidazione controllata.
- Non è una procedura istantanea, anzi, i tempi della procedura sono lunghi (deve essere valutata dal giudice e dall’OCC)
- I creditori (compreso il fisco), opponendosi al piano approvato dal giudice possono presentare opposizioni, rallentando il processo e rendendo più difficile la risoluzione del debito.
- è difficile ottenere l’accordo con il Fisco; se il debitore opta per l’Accordo di Ristrutturazione del Debito, deve ottenere il consenso del 60% dei creditori, compreso il Fisco.
- è un processo non automatico e non è concesso a chiunque; si potrebbe infatti essere esclusi per condotta non meritevole (se l’insolvenza è fraudolenta o colposa)
- L’Esdebitazione del Debitore Incapiente può essere ottenuta solo una volta nella vita.
Tenuto conto di questi aspetti, non è meglio provare prima altre strade?
Quali?
Rimanendo padroni del proprio destino, provando a vendere personalmente i proprio beni per averne maggior profitto, affidandosi a professionisti del debito che possano condurre ad accordi di saldo a stralcio massimizzando così il risparmio e lasciando il fallimento come ultima opzione.
Sei d’accordo?
Raccontaci la tua esperienza.
Se hai avuto esperienze negative con la legge 3 contattataci scrivendoci a info@debitoreinformato.it